cosmi

di Alessandro Gattuso

Presto indicazioni sulla location

Siamo consapevoli di essere universi nell’universo? Abbiamo coscienza del nostro essere unici e irripetibili, meravigliosi proprio per questo e parte di un ordine perfettamente armonico? La condizione di unicità si definisce nel fatto che non esistono altri uguali e simili.

Partendo da ciò riceviamo la chiave per entrare nel cuore della poetica dell’autore, il quale, attraverso ventidue ritratti, ci parla di una diversità che di fatto non esiste, che vive della nostra incapacità di porci in relazione con l’altro, unico e per questo, differente, dove la diversità non può e non deve essere etichetta discriminante e giudizio.La relazione che nasce tra soggetto e osservatore è potente: io sono qui, guardami, sembra essere la richiesta che ci viene posta e alla quale non possiamo che rispondere con una curiosità trasparente e comprensiva.

Una tessitura poderosa di sguardi e gesti che interagiscono in primo luogo con il fotografo per poi coinvolgere anche noi osservatori, richiamati emotivamente dall’energia espressiva delle singole immagini.

Dal testo di Isabella Tholozan per FIAF – intero articolo qui

Alessandro Gattuso

Fotografo e filmmaker, si laurea all’accademia di belle arti di Napoli. Il suo primo corto Por Cuestion di Corazon, vince il FestivalOmovies.

Frequenta FilmaP Atelier di Cinema del Reale in cui realizza il documentario Antonio degli scogli selezionato al TriesteFilmFestival, al festival italiano di Lisbona e menzione al Napolifilmfestival.

Durante la residenza dell’Aamod Suoni e Visioni dirige il corto Dal giorno finché sera selezionato in numerosi festival e menzione al Loversfilmfestival, vincitore del FestivalCinemadelreale.

Con il progetto fotografico Cosmi, vince il Portfolio Italia, ed espone al Centro di fotografia Bibbiena e in diversi festival e gallerie.

Le sue foto sono state pubblicate su Vice, la Repubblica, il Corriere della sera e il Manifesto.

Nel 2021 è finalista del premio Zavattini e a Maggio 2024 lavora come restauratore della pellicola all’archivio Luce/Cinecittà. La sua ricerca è incentrata sulla cultura queer e i racconti biografici.